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Pensavo che queste amichevoli a 8 mesi dal Mondiale fossero la giusta occasione per provare giocatori nuovi e invece Van Marwijk conferma in blocco la formazione di sabato con la forzata eccezione di Van Persie che viene sostituito da Afellay con conseguente spostamento di Kuyt nel ruolo di centravanti.
Tutto il primo tempo scivola via nella noia più totale vista l'impossibilità di mettere in difficoltà una difesa arcigna come quella paraguayana giocando a basso ritmo e senza inventiva. Pesano le assenze degli uomini in grado di dare una scossa e l'unica emozione la regala Van der Vaart con una conclusione da appena fuori area che lambisce il palo. Davvero troppo poco.
Leggermente meglio la ripresa nella quale il dinamismo di Afellay e Van der Vaart sembra creare maggiori grattacapi agli avversari. Il primo sfiora la rete con un tiro da fuori, il secondo vede il suo colpo di testa deviato in angolo dal portiere. Ancora il portiere paraguayano è decisivo su una conclusione del nuovo entrato Huntelaar e il risultato rimane bloccato sullo 0-0 per la terza volta consecutiva.
Nel finale esordio assoluto sia per Brama che per Bakkal ma forse era il caso di vederli dal primo minuto assieme a Braafheid, meglio di Van Brockhorst in entrambe le fasi, e allo stesso Huntelaar che sarà psicologicamente a terra ma è almeno un centravanti.
P.S.: vanno male anche gli spareggi. Passano Grecia, Slovenia, l'odiato Portogallo e, rubando, la Francia. Proprio la qualificazione dei transalpini si rivelerà decisiva anche per l'Olanda che non sarà per quello testa di serie nei gruppi mondiali.
Gli ultimi allenamenti sono fatali a Robben e Sneijder per cui in avanti giocano Kuyt, Van der Vaart ed Elia a supporto di Van Persie. I propositi di provare il giocatore dell'Arsenal come centravanti durano però meno di 10 minuti a causa di un infortunio riportato dopo uno scontro con Chiellini. Al suo posto Huntelaar.
L'Olanda inizia bene mantenendosi molto corta con un centrocampo aggressivo e una difesa alta puntale nelle chiusure. Poco dopo il quarto d'ora arriva la prima occasione da rete con Kuyt che conclude di poco a lato dopo che Elia aveva creato disordine nell'area avversaria. La spinta olandese si affievolisce però piano piano a causa soprattutto di diversi errori individuali in fase di impostazione che danno nuova linfa ai padroni di casa rendendo il prosieguo del tempo equilibrato.
Abbastanza simile il copione della ripresa con gli olandesi che cominciano meglio ma che col passare del tempo perdono il controllo del gioco a vantaggio di un Italia più dinamica e determinata. Entrambi i portieri rimangono tuttavia inoperosi e a farla da padrone è l'agonismo in ogni scontro in mezzo al campo. Nel finale solo molta confusione con Pazzini che regala l'unica emozione dell'incontro segnando di mano una rete che la terna arbitrale sembrava sul punto di convalidare.
Ottima la prestazione di Van der Wiel, convincente Heitinga come centrale, altalenante Van Bommel che alterna buone cose a sciocchezze, insufficiente l'attacco con il solo Van der Vaart in grado di creare qualche apprensione ai difensori italiani.
Nella settimana il cui piatto forte sono i playoffs che qualificheranno al Mondiale le ultime 4 squadre europee, l'Olanda disputerà due gare amichevoli di utilità nulla e interesse scarso.
Per fortuna gli avversari (Italia e Paraguay) sono di livello e questo dovrebbe garantire almeno il giusto impegno.
Tra i convocati, assenti solo Ooijer e de Zeeuw, si rivede Van Bommel mentre è la prima assoluta per il centrocampista del Twente Brama.
Per una volta però il mio tifo sarà per Eire, Bosnia, Slovenia e Ucraina, non tanto perché sono date per sfavorite rispettivamente contro Francia, Portogallo, Russia e Grecia, quanto perché reputo scandaloso che in sede di sorteggio per gli accoppiamenti si siano stabilite 4 teste di serie quando non era previsto nel regolamento iniziale della competizione.
La nazionale olandese finisce al terzo posto nel girone di qualificazione agli ottavi di finale e abbandona il Mondiale prima del previsto ma meritatamente.
Sconfitti nella gara di esordio da una Colombia più veloce e tecnica, i giovani olandesi si riportavano in gioco avendo la meglio sul Gambia al termine di una gara molto combattuta. Per superare il turno sarebbe a questo punto bastato un pari contro l'Iran che si presentava all'incontro senza avere concesso ancora un gol. Gli asiatici riuscivano a confermare la loro solidità difensiva e anzi a trovare la vittoria che sarebbe valsa l'eliminazione immediata per gli olandesi se la Colombia non avesse segnato due reti negli ultimi minuti della gara contro il Gambia condannando gli africani all'ultimo posto del girone.
Con 4 terze classificate su 6 che sarebbero state ripescate si trattava di attendere la fine di tutti i gironi ma il destino si manifestava beffardo e l'Olanda, al pari del Brasile, veniva eliminata per aver preso un cartellino giallo in più rispetto agli Emirati Arabi.
Difficile trovare una nota lieta in questa avventura. La squadra è apparsa francamente debole e nemmeno gli attesi Ozyakup e Castaignos, pur realizzando una rete a testa, sono riusciti ad essere un fattore.
Elia e il rispolverato Boulahrouz sono le differenze rispetto alla formazione da me pronosticata. Il primo è preferito a Van der Vaart, al secondo è affidata la fascia difensiva di destra con conseguente spostamento al centro di Heitinga.
Purtroppo il cattivo tempo qui in Europa (e non solo. Anche a Sidney pioveva) ha reso molto difficile la ricezione del segnale televisivo e le immagini mi pervenivano come una serie di fotogrammi. Ciò non mi ha impedito tuttavia di constatare come nel primo tempo l'Olanda abbia avuto il pieno controllo del gioco con gli australiani impegnati esclusivamente ad erigere un muro al limite della propria area. Nonostante l'atteggiamento superdifensivo dei padroni di casa non sono mancate le occasioni da rete che però Kuyt, Boulahrouz e, soprattutto, un impreciso Huntelaar non sono stati bravi a concretizzare.
Nella seconda frazione la gara si faceva più equilibrata e una conclusione di Elia intorno al quarto d'ora era l'ultima fiammata olandese. Nel finale gioco stagnante a centrocampo con Stekelenburg che si guadagnava il gettone solamente con uscite in presa alta su pretenziosi cross dalla tre quarti.
Ad un'Olanda già qualificata e per di più inserita in un girone, l'unico a cinque squadre, che ha completato il suo programma il mese scorso, cosa serviva per movimentare una settimana altrimenti noiosa?
Ma un bel viaggio in Australia!
Ebbene sì, una cinquantina di ore di volo per una gara amichevole sulla cui utilità è meglio sorvolare.
Secondo Van Marwijk la trasferta favorirà la coesione del gruppo in previsione del Sudafrica ma sarà anche l'occasione per vendicare l'unica macchia della sua gestione, la sconfitta a domicilio rimediata poco più di un anno fa nella sua seconda gara da bondscoach.
Ancora assente Van Bommel, mancheranno per infortunio anche Robben, de Jong, Van der Wiel e Afellay mentre sia Ooijer che Van Persie sono rimasti accanto alle mogli partorienti. Tra i convocati, confermato Loovens, si rivedono vecchie conoscenze come Engelaar e Boulahrouz.
Viste le numerose assenze sento di avere buone possibilità di azzeccare la formazione titolare: Stekelenburg; Heitinga, Loovens, Mathijsen, Van Bronckhorst; de Zeeuw, Schaars; Van der Vaart, Sneijder, Kuyt; Huntelaar. Sempre che Van der Vaart sia in condizioni fisiche accettabili considerato che il Real Madrid non gli fa vedere il campo praticamente mai.
Il ristabilito Ooijer si riprende il suo posto al centro della difesa mentre tocca stavolta de Zeeuw sostituire Van Bommel accanto a de Jong. Per il resto è la stessa formazione di sabato compresi Sneijder, rimessosi a tempo di record dall'infortunio alla caviglia, e il disastroso Van Bronckhorst al quale la fascia di capitano pare garantire l'immunità.
La prima emozione dell'incontro la si ha già al 3' minuto quando Kuyt, ben servito da un tacco di Sneijder, colpisce il palo con una conclusione da appena fuori area. Il prosieguo è piacevole con entrambe le squadre che provano a superarsi lasciando inevitabilmente il fianco a contrattacchi. Gli scozzesi cercano di guadagnare metri più con la grinta che con le idee mentre, con più spazi del solito a disposizione, gli olandesi sono a loro agio. Il gioco si sviluppa veloce con tocchi quasi sempre di prima ma bisogna aspettare la mezz'ora per vedere un'altra conclusione verso la porta avversaria con un tiro di Sneijder alzato sopra la traversa da Marshall. E' l'inizio di un quarto d'ora scoppiettante: prima un diagonale di Miller, sfuggito a Mathijsen, si stampa sulla traversa, poi è Robben a presentarsi a tu per tu con Marshall senza tuttavia riuscire a superarlo, e infine Vorm è prodigioso a deviare sul palo la conclusione di Naysmith e soprattutto a neutralizzare la ribattuta a colpo sicuro di Miller.
Nella ripresa il copione non cambia anche se gli scozzesi sembrano progressivamente rintanarsi nella loro trequarti a difesa della parità. L'Olanda continua le sue ariose manovre a centrocampo in attesa della verticalizzazione in velocità. In una di queste è ancora Robben ad avere la palla giusta ma Marshall ha di nuovo la meglio e riesce a deviare in angolo. Poco dopo sono i padroni di casa a sfiorare la rete con il solito Miller che impegna Vorm avventandosi su una palla vagante in piena area. L'episodio decisivo si concretizza però a 10 minuti dal termine quando un rinvio dalla metacampo olandese coglie impreparata la difesa dei padroni di casa e consente al nuovo entrato Elia di trovarsi a tu per tu contro Marshall che stavolta non riesce ad evitare la capitolazione. Lo stesso Elia si conferma un'arma formidabile da usare a partita in corso imperversando sulla fascia sinistra e offrendo la palla per un facile raddoppio a Van der Vaart la cui conclusione carambola però su un difensore. Le ultime fiammate scozzesi non cambiano il risultato che sancisce la loro prematura eliminazione.
Sarà la gara amichevole, saranno le defezioni dell'ultimo minuto ma questa volta le novità in formazione sono diverse.
Si parte con Vorm tra i pali e Loovens subito titolare accanto a Mathijsen. Van der Wiel è giustamente preferito a Hetinga mentre Van Bronckhorst è ingiustamente preferito a Braafheid.
Scelta discutibile anche a centrocampo dove de Jong non è affiancato da de Zeeuw ma da Mendes Da Silva mentre la buona prestazione nel derby milanese vale a Sneijder il sorpasso su Van der Vaart, costretto ad accomodarsi in panchina.
Davvero difficile trovare qualche spunto positivo nella prima frazione di gioco nella quale solo la difesa (Van Bronckhorst a parte. Vederlo in campo mercoledì sarebbe un insulto alla logica) riesce a raggiungere la sufficienza ma contro un avversario incapace di esercitare la minima pressione offensiva. Per il resto solo lentezza, prevedibilità e noia con il solo de Jong a cercare di dare dinamismo al centrocampo e un attacco in cui tutti appaiono in giornata storta.
Nella ripresa esordio assoluto anche per Velthuizen ed Elia con quest'ultimo che, evidentemente più motivato di Robben, appare determinato a dare maggiore vivacità. Per le occasioni da rete occorre però aspettare altri venti minuti con gli ingressi di de Zeeuw ed Huntelaar che cambiano letteralmente il volto alla squadra. Il primo riesce a dare velocità, il secondo profondità e anche i compagni ne traggono visibilmente beneficio. Van Persie, ben servito da Elia, sblocca il risultato al 69esimo e solo pochi minuti dopo Sneijder raddoppia imbeccato da de Zeeuw. L'Olanda è ora padrona del campo e sfiora la terza rete con Huntelaar e poi con lo stesso Sneijder, costretto poco dopo a lasciare il campo per un infortunio apparso serio. Il tris arriva comunque nel finale con Elia che corona la sua ottima prestazione con il secondo assist di giornata, stavolta per Huntelaar.
Mentre gli altri gironi avranno i loro verdetti tra più di un mese, quello dell'Olanda, l'unico a 5 squadre, si concluderà già nella prossima settimana.
L'ultimo impegno per gli olandesi, il cui unico obiettivo potrebbe essere quello di concludere il girone a punteggio pieno, sarà mercoledì in Scozia con i padroni di casa in piena corsa per il secondo posto con Macedonia e Norvegia. Difficile immaginare che la differenza di motivazioni non finisca per fare la differenza.
Nel primo pomeriggio è invece in programma un'amichevole col Giappone che dubito potrà dare altri spunti oltre a quelli che avevo già segnalato.
Van Bommel è l'unico indisponibile mentre la novità tra i convocati è rappresentata dal 25enne centrale del Celtic Loovens.
Con il calciomercato appena concluso ritengo utile appuntarmi il saldo (approssimativo) dei movimenti in entrata ed uscita della Fiorentina:
Acquisti: Zanetti (2,5), De Silvestri (5,5), Castillo (1), Marchionni (4), Natali (2), Di Tacchio (2), Savio (3).
Totale: 20 milioni
Cessioni: Melo (25), Semioli (5), Kuzmanovic (7,5).
Totale: 37,5 milioni
Questi ultimi arrivano a 53 se si aggiungono i milioni incassati a gennaio dalla cessione di Pazzini (9) e Osvaldo (6,5) e mai più reinvestiti.
Sono dunque 53-20=33 i milioni che i Della Valle si sono messi in tasca obbligando Corvino a spericolate (e insensate) acrobazie linguistiche per giustificarne il non utilizzo.
Se è vero infatti che l'anno solare 2008 si è chiuso, cifre ufficiali, con un passivo di 9,2 milioni è anche vero che l'accesso alla fase a gironi della Champions appena conquistato ne porterà nelle casse societarie altri 20 aumentando così la liquidità disponibile a oltre 40 milioni
Con una cifra così considerevole è impensabile che anche il più sprovveduto dei DS non sia in grado di acquistare calciatori che, ovviamente con stipendi che rientrino nei parametri della società, siano migliori dei vari Dainelli o Donadel.
In verità chi è interessato alle sorti della Fiorentina sa bene che il nocciolo della questione sia la concessione ai Della Valle, da parte dell'amministrazione comunale, di uno spazio adatto a costruirvi la cittadella che sarebbe per loro fonte di enormi guadagni.
Senza cittadella disimpegno verso la Fiorentina. Disimpegno proprio nel momento in cui sarebbe stato davvero possibile fare il salto di qualità e che invece finirà per penalizzare la squadra evidentemente indebolita e con un organico troppo risicato per disputare al meglio tre competizioni.
Non so per quanto ancora i fiorentini potranno sopportare questo ricatto. Forse fino a quando i buoni risultati saranno in grado di mascherare la presa in giro da parte di chi garantiva che i soldi incassati sarebbero stati interamente reinvestiti. Sono proprio curioso di vedere cosa succederà dopo le prime delusioni che temo non tarderanno ad arrivare. Il tempo delle favole è finito.
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